
TROFEO ACCADEMIA NAVALE
E CITTA' DI LIVORNO 2006
Antonella De Vito segue
la manifestazione da vicino
e ci racconta!
(cliccando
qui trovate il programma
dettagliato delle
manifestazioni!)
Domenica 30
aprile
Donne in
viaggio: dalla barca a vela
agli appuntamenti culturali.

Mare, sole, vento, contatto
diretto con l’ambiente
marino e altre ancora sono
le sensazioni che un’uscita
in barca a vela può dare.
Alla XXIII edizione del Tan,
fra i tanti appassionati e
curiosi sono arrivate anche
un gruppo di donne che
stanno affrontando una serie
di esperienze per prepararsi
alla grande traversata che
le vedrà protagoniste nel
luglio del prossimo anno
quando affronteranno un
viaggio in barca a vela da
Viareggio fino a Valencia
dove si disputerà la finale
di Coppa America.
Dietro queste donne e la
loro passione per il mare e
i viaggi c’è Rosanna
Capitani e la sua agenzia di
viaggi
Eliotropica Travelling,
che qualche anno fa ha avuto
un’idea originale che ha
cambiato il modo di
viaggiare delle donne.
L’abbiamo incontrata al Tan,
mentre con un gruppo di
donne si stava imbarcando
sul veliero Stella Polare
messo a disposizione dalla
Marina Militare. Così ci ha
raccontato che cosa
organizza per le donne che
vogliono viaggiare da sole,
con delle amiche o con i
figli.
Le donne che viaggiano
che cosa chiedono?
“In modo particolare
vogliono un supporto
informativo chiaro e preciso
sulle strutture che
rispondono alle loro
richieste. Sono molto
esigenti, più degli uomini,
vogliono il massimo della
qualità rispetto al prezzo
pagato. Quando si affidano
nelle nostre mani lo fanno
in modo totale e vogliono
essere assistite
completamente”.
Organizzate viaggi
individuali o anche di
gruppo?
“Inizialmente rispondevamo a
richieste individuali o di
piccoli gruppi di amiche, ma
con il tempo sono state le
stesse donne a chiederci di
organizzare tour specifici
per loro. Di media
predisponiamo un paio di
viaggi di questo tipo al
mese.
Come siete organizzate e
cosa proponete?
“In questi viaggi c’è un
personal travel, che è una
nostra collaboratrice che ha
il compito di coordinare e
assistere le partecipanti,
deve essere capace anche di
riorganizzarsi durante il
viaggio se le donne decidono
di cambiare qualcosa.
Generalmente sono molto
richiesti i viaggi se sono
abbinati a qualche evento
culturale, come una mostra o
uno spettacolo”.
Com’è nato il progetto
legato alla barca a vela?
“Mi sono accorta che le
donne gradiscono molto
questo tipo di esperienza
per le sensazioni che sono
capaci di dare. Ho pensato
che sarebbe stata
un’esperienza unica
assistere alla regata di
Coppa America a Valencia.
Così ho avviato un percorso
che prevede più appuntamenti
durante l’anno che siano in
qualche modo preparatori:
non si tratta di una scuola
di vela, troppo pretenzioso
e inutile al fine di poter
assistere ai Match Race
dell’America’s Cup.
L’obiettivo è quello di
essere in realtà non
semplici spettatrici, come
si potrebbe essere guardano
le regate alla tv restando
in Italia, ma di essere
comunque parte della sfida
in mare, anche se non attiva
in regata”.
Un modo nuovo di viaggiare
per le donne che sentono di
avere esigenze e desideri
particolari, ma anche un
modo per valorizzare
l’ambiente e fare esperienze
culturali.
Chi fosse interessato può
trovare ulteriori
informazioni su
www.eliotropica.it
Sabato 29
aprile
La cucina
livornese e toscana creata
dallo scambio di culture
diverse. Alcune ricette
tipicamente livornesi
dell’Accademia di Cucina
Italiana
Nessuno quando si siede a
tavola per mangiare un buon
minestrone o un cacciucco si
chiede da dove viene la
ricetta e quanti influssi
culturali sono custoditi nei
suoi sapori. Eppure la
cucina ha una sua storia
legata agli eventi dei
popoli e spesso studiarla
non è così semplice come si
può credere. Fra i vari
eventi culturali organizzati
all’interno della XXIII
edizione del Tan non poteva
mancare un convegno per
studiare che cosa accadeva a
Livorno e in Toscana 4
secoli fa in questo campo. E
così l’Accademia Italiana di
Cucina ha organizzato un
convegno dal titolo: “Gli
influssi delle cucine
ebraiche, araba e
mediterranea sulla
tradizione culinaria
livornese e da questa sulla
cucina della toscana e di
altre regioni”. E siccome
non stiamo parlando di un
piccolo paese di montagna
rimasto isolato per secoli,
ma di un Porto Franco
estremamente aperto agli
scambi con le altre culture
potete immaginarvi la mole
di ricerche che si sono
sviluppate intorno
all’argomento.
Gli onori di casa sono stati
fatti dal delegato locale
dell’Accademia Giovanni
Martino e da Aldo Santini
scrittore e giornalista del
Tirreno. Fra i relatori il
professor Giovanni Ballerini
vice presidente nazionale
dell’Accademia Italiana
della Cucina, ordinario di
Scienze Veterinarie
all’Università di Bologna e
Parma e presidente del
Centro Studi ‘Marenghi’
dell’Accademia Italiana di
Cucina, il prof. Giuseppe
Benelli ordinario di
Filosofia all’Università di
Genova e presidente della
Fondazione del Libro di
Pontremoli, il professor
Carlo Cannella ordinario di
Scienze dell’Alimentazione
all’Università la Sapienza
di Roma e consulente
scientifico di varie
trasmissioni televisive e il
dottor Alfredo Pelle,
giornalista dell’Espresso e
studioso dell’arte
culinaria.
L’Accademia di Cucina ha
voluto fare a tutti i
partecipanti al convegno, un
omaggio particolare che noi
vogliamo offrire anche a
tutte le nostre lettrici. Si
tratta di 4 ricette
livornesi così come la
delegazione locale
dell’Accademia le ha
formulate dopo attente
ricerche. I testi delle
ricette sono stati
depositati in atto pubblico
per la Notaia Gloria
Brugnoli, il 30 maggio del
2001.
Cacciucco alla livornese
(dose per 4 persone)
500 grammi di polpo allo
scoglio
500 grammi di calamari e
seppie
300 grammi di cicale di mare
o mazzancolle o scampi o
gamberi
300 grammi di palombo o
nocciolo e/o murena o grongo
250 grammi di pesce da
minestra (scorfano, cappone,
gallinella, parlotto,
tracina, pesce prete, ecc)
500 grammi di pomodori ben
maturi ed un cucchiaio di
conserva
un bicchiere di olio di
oliva
un bicchiere di vino rosso
aglio, peperoncino, cipolla,
sedano salvia
otto fette di pane raffermo
In un grande tegame mettete
la metà dell’olio con due
spicchi di aglio, la salvia
e il peperoncino e appena
l’aglio è imbiondito
metteteci, bello grondante,
il polpo battuto e tagliato
a pezzettini e fatelo
cuocere lentamente.
Aggiungete, dopo una ventina
di minuti, le seppie e i
calamari (anch’essi
naturalmente puliti, lavati
e tagliati) e continuate la
cottura
Aggiungendo, dopo un po’, il
vino e quindi la conserva di
pomodoro, in attesa di
aggiungerci quello che sta
cocendo in un altro tegame.
Infatti, contemporaneamente,
in un altro recipiente più
piccolo mettete la cipolla,
il sedano e l’aglio tutto
tagliato grossolanamente con
il restante olio e dopo
averlo leggermente soffritto
aggiungete i pesci da
minestra, il pomodoro e un
po’ d’acqua. Fatelo bollire
per circa 20minuti quindi
passatelo con il passatutto
fine nel tegame grande. Qui,
quando i molluschi saranno
quasi cotti, mettete a
cuocere il pesce a taglio e
i crostacei (naturalmente il
tutto ben pulito e lavato).
Arrostite il pane,
strusciatelo con l’aglio e
servitelo in fondo alle
scodelle e al vassoio.
Si può guarnire il piatto
con frutti di mare da
aggiungere nel tegame quasi
a fine cottura.
Se vogliamo il cacciucco
all’antica, i pesci da
minestra non vanno passati e
si può usare un solo tegame.
Il tipo e la qualità di
pesce utilizzata possono
variare in base all’estro
del cuoco, alle condizioni
del mare e della stagione,
ma i pesci devono essere
rigorosamente freschi e,
possibilmente, nostrali.
Triglie alla livornese
(dose per 4 persone)
Otto triglie di media taglia
Mezzo chilo di pomodori
pelati
Quattro cucchiai di olio
Aglio, prezzemolo,
peperoncino
Fate un battutino di aglio e
prezzemolo e soffriggetelo
con olio e peperoncino.
Aggiungete i pomodori
passati nel passatutto a
fori larghi oppure adoperate
i pomodori quadrettati in
bottiglia. Salate e fate
insaporire. Pulite le
triglie, lavatele e
asciugatele bene.
Disponetele allineate in una
pirofila, cospargetele di
prezzemolo tritato e
copritele con la salsa di
pomodoro preparata avendo
cura di scuoterlo affinché
la salsa vada anche nel
fondo. Cuocete al forno per
circa 15 minuti.
Se le triglie sono poche si
possono cuocere con lo
stesso sistema in una teglia
ben coperta sul fornello.
Non vanno girate per non
rischiare di spezzarle.
Stoccafisso alla
livornese (dose per 4
persone)
800 grammi di stoccafisso
ammollato
200 grammi di tripette
(parti molle dello
stoccafisso; se non le
trovate, aumentare la dose
dello stoccafisso)
800 grammi di cipolle rosse
o bionde
800 grammi di pomodori tipo
san Marzano
200 grammi di patate
(facoltative)
abbondante olio
mezzo bicchiere di vino
bianco o di marsala secco
scorza di limone grattugiato
sale, peperoncino e basilico
Tagliate la cipolla
finissima e mettetela nel
tegame con l’olio, sale,
basilico e peperoncino.
Fatela leggermente
imbiondire, quindi
aggiungete i pomodori
sbucciati, spezzettati e
scolati e fate ritirare la
salsa. A questo punto
aggiungete la buccia del
limone e lo stoccafisso
pulito, deliscato, ben
strizzato e ridotto a
pezzettini (si sfiletta con
le mani la parte del tronco
e si tagliano le tripette).
Ci vorranno un paio di ore
di cottura e l’aggiunta del
vino o del marsala. Mezz’ora
prima di toglierlo dal fuoco
aggiungete, se lo
desiderate, le patate
tagliate a piccolissimi
dadi.
Sullo stoccafisso si beve
vino rosso come sul
cacciucco, e che sia vino
delle nostre colline.
Ponce alla Livornese
In un bicchiere basso e
spesso mettete due
cucchiaini di zucchero e una
dose di ‘rumme’ da
correzione (quasi la metà
del bicchiere) o di ‘rumme e
brandy’ o di rumme e
sassolino’, se vi piace. Non
adoperate mai il rhum di
pregio perché rovinereste il
ponce. Date una scaldata con
il vapore della macchina e
quindi via al caffè, fin
quasi al bordo. Tocco
finale, una scorza di limone
di giardino: avrete in tal
caso il ‘ponce a vela’.
Venerdì 28
aprile
Alzabandiera
e "Storia Illustrata di
Livorno"

Un alzabandiera senza banda
per rispettare il lutto per
le vittime di Nassirya, ha
ufficialmente aperto le
regate della XXIII Edizione
del Trofeo Accademia Navale
e Città di Livorno. Le
autorità civili e religiose
hanno partecipato alla breve
cerimonia che non ha avuto
la presenza neanche di una
piccola brezza: come se
anche il vento avesse deciso
di rispettare il lutto.
Al termine della cerimonia
gli ospiti hanno partecipato
ad uno degli eventi
culturali più importanti del
Tan con la presentazione del
libro Storia Illustrata
di Livorno curata dagli
storici Olimpia Vaccari,
Lucia Frattarelli Fischer,
Carlo Mangio, Giangiacomo
Panessa, Maurizio Bettini,
edito da Pacini.
Ad introdurre l’incontro è
stato l’Ammiraglio Cristiano
Bettini che ha voluto
sottolineare il periodo
rinascimentale descritto dal
libro, dove si ricorda che
fu proprio Cavour a proporre
Livorno come sede per
l’Accademia. “Fu una
commissione parlamentare –ha
sottolineato l’Ammiraglio-
ad occuparsi della questione
e a considerare questo luogo
politicamente equidistante e
sufficientemente
indipendente da Napoli e
Genova. Dietro la scelta ci
fu sicuramente l’opera di
Bastogi, il finanziere che
fu consigliere di Cavour, ma
che era anche livornese.
Possiamo così considerare
l’Accademia Navale come un
lascito del nostro
risorgimento. Una scelta
felice, perché Livorno
diventò una città molto
importante, ruolo che tutti
ci auguriamo possa
riconquistare in futuro, un
futuro nel quale l’Accademia
Navale non mancherà di stare
vicino alla città, perché
possa tornare ad essere al
centro dello sviluppo della
regione e della nazione”.
Una speranza ed un augurio
che il sindaco Alessandro
Cosimi continua a riproporre
e che in questa occasione ha
voluto ribadire presentando
una Livorno che guarda al
mare, verso un orizzonte
dove si trovano altri paesi;
una Livorno che vuole
aprirsi, ma questo aprirsi
si riferisce anche a chi ci
sta più vicino, come la
città di Pisa, alla quale il
sindaco continua a mandare
messaggi ammiccanti e
tiratine di orecchie: “Pisa
ha alcune cose e Livorno ne
ha altre –ha ricordato- ecco
perché le due realtà si
possono e devono integrare
per un pieno sviluppo
economico reciproco. Certo i
pisani sono gelosi del loro
ateneo, ma proprio per
queste possibili
integrazioni vedo dei corsi
universitari da realizzare
da noi, come una laurea in
ingegneria navale o
discipline legate alla
biologia marina. Livorno è
una città che dà l’idea di
volersi aprire agli altri, e
non è poca cosa in un
periodo in cui la paura fa
chiudere le società su se
stesse”.
La Fondazione Cassa di
Risparmi di Livorno, che ha
contribuito finanziariamente
alla realizzazione di questa
opera, con il suo presidente
Luciano Barsotti ha
ricordato l’impegno
dell’istituto verso la
ricerca e lo studio del
passato. “Credo che questo
testo –ha sottolineato
Barsotti- possa essere di
grande aiuto alle scuole,
perché il suo carattere
divulgativo e allo stesso
tempo la sua serietà
scientifica, possono
diventare un utile strumento
per gli studenti che
vogliono avere un primo
approccio con la storia di
Livorno”.
L’editore Pierfrancesco
Pacini, dopo aver scherzato
un po’ sul fatto che un
pisano ha pubblicato un
libro sui livornesi, ha più
volte citato l’introduzione
di Furio Diaz del quale vi
riportiamo il capoverso
iniziale: “Finalmente una
storia di Livorno dalle
origini ad oggi, aggiornata
anche se breve. E’
un’acquisizione necessaria
per tutti coloro che in
Toscana guardano a realtà
assai più antiche e ricche
di capolavori artistici e
credono che Livorno non
abbia una storia meritevole
di essere conosciuta e
ricordata”.
Il compito di presentare
nello specifico il testo è
andato a Bruno Manfellotto,
direttore del quotidiano Il
Tirreno e a Franco Angiolini,
docente di storia moderna
all’Università di Pisa.
“Un libro che si legge bene,
con piacere –ha affermato
Manfellotto- che nonostante
gli spazi ristretti, perché
le belle immagini impongono
al testo una versione più
sintetica, è riuscito a
spiegare molto bene la
storia della città. Una
città che parla poco di se
stessa, che è restia a
mettersi in mostra. Una
delle parole ricorrenti che
si incontrano nel libro è ‘identità’.
Livorno è una città nata
quasi dal niente, costruita
piano piano negli anni, che
ha saputo diventare ‘la
città delle nazioni, delle
razze e della tolleranza”.
Chi non conosce questa
città, perché come me viene
da fuori, ma ha occasione di
avvicinarvisi, resta stupito
per alcune cose, come i
numerosi primati che in
passato sono stati raggiunti
in vari campi, come quello
dell’editoria, della
finanza, della democrazia e
nonostante questo ricco ed
interessante passato,
Livorno non ama parlare di
se stessa. L’altra cosa che
ha attirato la mia
attenzione è questo suo
essere multietnica e
tollerante, una
caratteristica che le ha
dato numerosi riconoscimenti
come luogo democratico, ma
che ha anche sviluppato una
particolare economia,
composta da un mixer di
attività che Livorno ha
saputo tenere insieme. Una
formula di sviluppo
economico vincente, al quale
tutto il paese si ispira, e
che la città deve
ritrovare”.
Di grande interesse la
relazione di Franco
Angiolini, docente di storia
moderna all’Università di
Pisa, che ha ricordato:
“Scrivere di storia rimane
sempre un’attività utile ed
interessante. Questo libro
rientra in un progetto
destinato ad un grande
pubblico, ma rimane comunque
un libro di storia perché si
pone degli interrogative e
si dà delle risposte. Il
merito di questa opera è
quello di essere la prima ad
aver affrontato la storia
della città nel lungo
periodo, iniziando dalle sue
origini per arrivare fino
agli eventi di ieri, quelli
che abbiamo vissuto, che
abbiamo letto sui giornali.
Altro merito che dobbiamo
riconoscere agli autori è
quello di aver scritto in
modo chiaro e sintetico, ma
senza mai perdere di vista
la scientificità che una
seria ricerca storica
impone. Sfogliando le pagine
di questo testo ci si
accorge anche che Livorno è
bella, ha degli angoli,
degli scorci che la rendono
molto interessante e le
danno l’autorità per
affrontare il confronto con
le grandi città d’arte del
resto della regione”
La ricerca storica ha una
grande importanza anche per
capire qual è la vera
identità di una città e la
sua vocazione futura:
“Livorno -ha continuato
Franco Angiolini- nasce come
borgo, diventa poi città
commerciale, poi industriale
fino ad arrivare alla
condizione attuale di città
che cerca la sua identità.
Una questione che oggi
Livorno potrà affrontare
meglio se terrà conto della
strada fin qui percorsa: non
dimenticandosi mai della sua
dimensione multiculturale.
Nel 17° secolo non era così
scontato incontrare nelle
città persone con tratti
somatici diversi, vestita
secondo culture e religioni
di paesi diversi, come a
Livorno. Caratteristica
questa che non va mitizzata,
ma che ha reso la città un
laboratorio capace di
fornire elementi analogici,
che possono costruire le
categorie dell’oggi, utili a
chi deve governare la città
anche nell’attualità. Non
possiamo parlare di
tolleranza, concetto che
nasce posteriormente, ma di
quella convivenza che a
Livorno è stata possibile e
che è indispensabile per
creare le basi future della
tolleranza”.
Mercoledì 26
aprile
Spirito di
Stella e Rainbow Team al
Trofeo Accademia Navale e
Città di Livorno.
Uscite in mare per i
diversamente abili.

Il XXIII Trofeo
Accademia Navale e Città di
Livorno ha molto lavorato
per aprire le sue
manifestazioni sportive
anche ai diversamente abili
di ogni tipo. E con l’arrivo
in porto di Spirito di
Stella, l’attenzione è stata
concentrata proprio su di
loro. Un nome un po’
particolare per un
catamarano, ma dietro a
queste semplici parole c’è
una storia di vita.
Andrea Stella è un giovane
velista che 5 anni fa,
durante una vacanza a Miami
rimase vittima di un
conflitto a fuoco durante il
quale gli rubarono la
macchina che aveva preso in
affitto. “ Ero completamente
innocente –racconta- non ho
reagito: eppure mi hanno
sparato. Dopo aver passato
un po’ di tempo fra la vita
e la morte, mi sono
ritrovato a vivere sulla
sedia a rotelle. Dopo un
periodo di depressione ho
deciso di ricominciare a
viaggiare e ad andare per
mare”.
E’ in questo momento che
Andrea si rende conto che le
barche esistenti, almeno in
Italia, non sono adeguate
alle sue condizioni. Meglio
va in Inghilterra dove trova
qualcosa di più. Da questo
parte la sua idea di
progettare un catamarano,
scelto perché ha la
caratteristica di non
inclinarsi in mare e quindi
maggiormente si adatta a chi
vive su una sedia a rotelle.
Andrea progetta l’interno
rendendo tutti gli spazi
adeguati alla sua
situazione, potendo così
ritornare ad andar per mare
in completa autonomia. “Mi
sono però reso conto
–continua Andrea- che il
problema non era solo delle
barche, ma ancora più
gravemente delle città.
Quando vado ad un ristorante
devo sempre informarmi sulla
possibilità di poterci
arrivare.
Prendere un autobus o una
metropolitana è
difficilissimo, se non
impossibile. Insomma, le
nostre città non sono
adeguate a chi vive su una
sedia a rotelle, ma neanche
per gli anziani e per le
donne con carrozzina”. Presa
coscienza della situazione
Andrea comincia la sua
battaglia e con il
catamarano ‘Spirito di
Stella’ fa tappa nei porti
per dare la possibilità ai
diversamente abili di
passare una giornata in
mare, e dimostrare che è
possibile, che anche loro
possono superare tante
difficoltà. Andrea lancia il
suo messaggio dal mare, ma
anche andando nelle
università, soprattutto
nelle facoltà di
Architettura perché i
giovani studenti siano
sensibilizzati, ed un domani
quando faranno i loro
progetti non dimentichino di
rendere accessibili a tutti
le loro costruzioni.
Anche il velista Matteo Bof
ha dato vita ad un gruppo
che ha chiamato Rainbow
Team, che ha lo scopo di
organizzare uscite per i
diversamente abili in
kitsurfing, considerata una
variante del surf
tradizionale in quanto la
forza del vento che sospinge
la tavola viene catturata da
un aquilone legato al
surfista mediante
un’imbracatura. Bof è uomo
di poche parole ed ha
lasciato spazio ad un video
girato durante una delle sue
manifestazioni, ed ha poi
sottolineato: “ La Marina è
stata la prima ad accorgersi
che esistono anche questi
ragazzi. La nostra è
un’operazione che stiamo
facendo sul campo, per poter
permettere una certa
continuità nello sport dei
disabili. Spesso lezioni
particolari per persone che
hanno esigenze diverse
costano molto e le famiglie
non possono sostenerle, noi
offriamo il servizio
gratuitamente, proprio
perché crediamo che
avvicinarsi allo sport sia
molto importante”.
Alla presentazione dei due
progetti ha partecipato la
vice presidente della
provincia Monica Giuntini e
alcuni dei giocatori del
Livorno calcio: Cristiano
Lucarelli, Marco Amelia,
Fabio Galante e Balleri,
tutti rimasti stupiti e
ammirati sia dal catamarano
riadattato, che dalle
iniziative portate avanti.
Sabato 22 aprile
Inaugurato il Villaggio
TuttoVela fra sole e un buon
augurale ‘venticello’.

Non poteva esserci un
tempo migliore per questo
primo giorno del Trofeo
Accademia Navale e Città di
Livorno. Un piacevole sole,
ancora indeciso se rimanere
primaverile o virare con
decisione all’estate, ha
dato luce e colori
all’inaugurazione del
Villaggio TuttoVela, mentre
un piacevole venticello
proveniente dal mare, ma non
chiedetemi il suo nome, ha
fatto la sua comparsa come
per richiamare a sé i
regatanti che nei prossimi
giorni avranno molto bisogno
del buon Dio Eolo.
Visto che per inaugurare la
XXIII edizione del Tan è
stato scelto il sabato non
ho potuto fare a meno di
portare con me mio figlio di
10 anni, quindi adesso posso
raccontarvi tutto dello
stand di Topolino, dove sono
stata costretta a rimanere
per lungo tempo, ma forse un
po’ meno degli altri stand.
Questo per dirvi che anche
le famiglie con bambini,
potranno trovare al
Villaggio TuttoVela spazi ed
attività per trascorrere
qualche piacevole ora. Sotto
il tendone di Topolino c’è
posto per i più piccoli che
possono colorare le immagini
dei loro amati personaggi
Disney, ma anche fare alcuni
giochi di gruppo con gli
animatori. I più grandi
invece stazioneranno per
lungo tempo davanti ai
giochi della nintendo, per
provare gli ultimi modelli,
ma alla fine tutti insieme
potranno fare uno spuntino
con qualche merendina
offerta da Topolino. Il vero
Topolino però, quello in
carne, ossa e costume
arriverà domenica 30 per
giocare tutto il giorno con
i bambini e naturalmente per
farsi fotografare.
Per chi non ha figli sarà
più facile proseguire lungo
il percorso del Villaggio
alla scoperta degli altri
stand dove si potrà trovare
un po’ di tutto,
naturalmente ci sono oggetti
già visti, più comuni, come
l’abbigliamento, anche se
prevalentemente rivolti a
chi ha la passione per il
mare e magari anche per la
barca a vela, ma si trova
anche oggettistica originale
realizzata da mani più
creative. L’enogastronomia
non poteva certo mancare con
le sue esposizioni di vini e
cibi più ricercati, con
‘assaggini’ rivolti al
pubblico. Ci sono poi le
mostre di modellini di navi
e velieri, la filatelia, la
mostra in Fortezza Vecchia e
numerosi punti ristoro dove
poter mangiare un po’ di
tutto, anche fermandosi
qualche minuto seduti al
tavolino sul bordo del mare
a gustare il caldo sole,
mentre le navi, fra cui il
bel veliero Palinuro, fanno
da scenografia.
Insomma, in una bella
giornata di sole come oggi,
passare qualche ora in riva
al mare si è rivelato
benefico per il fisico, la
mente e lo spirito, e ci ha
convinto che il lungo
inverno finalmente è
passato.
Dobbiamo anche fare i
complimenti
all’organizzazione, alla
partenza del XXIII Tan tutto
è apparso perfetto; mi
sembra un riconoscimento
doveroso per chi sta
lavorando veramente tanto.
Un consiglio, invece, per
chi vuole fare il giro in
battello: nonostante la
partenza di un barcone ogni
mezz’ora, non è facile
trovare posto se non si è
prenotato. Già il primo
giorno c’è stato il tutto
esaurito fino a sera,
figuratevi la domenica o i
giorni di festa come il 25
aprile e il 1° maggio. Se
volete vedere la Venezia dai
fossi prenotatevi: il numero
di telefono lo trovate sul
programma giornaliero.
Credo che le proposte del
Villaggio siano piuttosto
ampie e quindi capaci di
soddisfare un pubblico
vasto, che in questi giorni
di festa non mancherà
sicuramente di movimentare
il Trofeo Accademia Navale e
Città di Livorno.
La
Fortezza Vecchia in
Mostra:
storia di un
monumento, storia di
una città. |
 |
Ho sempre considerato la
Fortezza Vecchia uno dei
luoghi più magici e
misteriosi di Livorno, e non
potrebbe essere diversamente
visto che il monumento è fra
i più antichi della nostra
zona e ripercorrerne il
passato vuol dire anche
ascoltare la storia della
città. Tre anni fa la
Fortezza è stata riaperta al
pubblico ed i livornesi
hanno potuto visitarla in
più occasione, durante la
partecipazione ad eventi
culturali ed artistici. Oggi
però, in occasione del Tan,
ma anche dei 400 anni della
fondazione della città, si è
voluto restituire a questo
prezioso monumento la sua
veste originaria. Ripulita,
non solo dai rifiuti, ma
anche da tutti quelli
oggetti di arredo che
l’avevano occupata in questi
ultimi tempi, è tornata a
splendere della sua bellezza
naturale. Un allestimento
che ha saputo rispettare
l’atmosfera del luogo,
ricostruendone al tempo
stesso la storia. Il
progetto che oggi possiamo
ammirare, purtroppo solo
fino alla fine del Tan, è
stato realizzato grazie
all’impegno degli
organizzatori del Villaggio
TuttoVela, ma anche del
Comitato Scientifico che ne
ha curato ogni aspetto.
Primo fra tutti il
Soprintendente Guglielmo
Maria Malchiodi e
naturalmente studiosi di
rilievo come Olimpia Vaccari,
Lucia Frattarelli Fischer,
Pamela Gambogi e Mario
Ferretti, mentre la
direzione artistica è di
Beatrice Meoni e il
coordinamento dei lavori di
Marco Paoletti.
“Punti audio, video,
pannelli esplicativi, mostre
fotografiche e di stampe
antiche –spiegano i membri
del Comitato Scientifico- ci
portano indietro nel passato
fino alla scoperta di un
allestimento costiero che
risale all’Età del Bronzo e
del Ferro, messo in luce
dalle indagini statigrafiche
effettuate dalla
Soprintendenza Archeologica
della Toscana, così come
sono evidenziate il
complesso delle
fortificazioni medievali e
la struttura sangallesca
della fortezza
rinascimentale”.
L’allestimento realizzato
permette di percorrere
alcuni viaggi nel passato,
come quello che ci riporta
sotto i bombardamenti di
Livorno con illustrazioni
che ci mostrano come fu
distrutta la Fortezza,
mentre un fedele effetto
audio riproduce il rumore
dei bombardieri che si
accanirono su questa parte
della città; una
riproduzione così fedele che
alcuni visitatori ne restano
un po’ turbati e
impressionati. Continuando
nel buio il suggestivo
percorso, si incontra il
molo che ci riporta di colpo
alla luce del sole e ci
mostra da dove un tempo
partivano e arrivavano i
battelli con le merci,
mentre oggi da qui potete
imbarcarvi per il Giro dei
Fossi. Ancora più avanti
luci ed ombre ci fanno fare
la conoscenza della famiglia
Medici, infatti, possiamo
ammirare i ritratti di
Cosimo con la sua regale
corona, di Francesco il
principe triste, di
Fernando, quello che siamo
abituati a vedere in mezzo
ai 4 mori tenuti alla catena
e la di lui moglie Cristina
di Lorena. Questi grandi
ritratti, posti su leggere
tele che il vento fa
svolazzare, insieme alla
luce proiettata ad effetto
ci creano un’atmosfera un
po’ misteriosa, ed infatti,
molto simpaticamente gli
organizzatori chiamano
questi ritratti: ‘i fantasmi
dei Medici’.
Non voglio svelarvi altri
segreti perché la Fortezza
va scoperta angolo dopo
angolo, pietra dopo pietra e
l’allestimento ha proprio lo
scopo di accompagnare ed
aiutare il visitatore in
questo viaggio.
L’inaugurazione
dell’allestimento è stata
anche l’occasione per
presentare una nuova collana
edita da De Batte che vuol
ripercorre la storia di
Livorno attraverso i suoi
luoghi più importanti, e
proprio alla Fortezza
Vecchia è dedicato il primo
volume, seguito da altri due
sull’Accademia Navale e sul
Cantiere Navale.
Naturalmente si tratta solo
delle prime uscite, la
collana curata da Olimpia
Vaccari ha in serbo altre
pubblicazioni, che come ci
spiega: “Vogliono avere un
carattere divulgativo,
capace di raccontare la
città ad un pubblico molto
vasto”. Dunque buon viaggio
nel passato e ricordatevi di
lasciar parlare lei, la
protagonista della nostra
storia: la Fortezza Vecchia.
Venerdì 21 aprile
Mancano poche ore
all’inaugurazione del 23°
Trofeo Accademia Navale
Città di Livorno.
La più importante regata del
Mediterraneo e le sue
attività collaterali.
Ci ha fatto molto piacere
scoprire che il Tan ha anche
un suo aspetto sociale. Non
si tratta di una totale
innovazione legata
all’edizione di quest’anno,
ma sicuramente il 23° Trofeo
Accademia Navale Città di
Livorno ha dato una maggiore
incisività a quest’aspetto.
Infatti, da sempre gli
organizzatori hanno dedicato
gare a non vedenti e
disabili, ma questa volta
hanno voluto fare di più
destinando parte del
ricavato della
manifestazione a due diversi
scopi: una parte per
l’adozione a distanza di 3 o
4 bambini e l’altra per
aiutare l’associazione Arpa
presieduta dal prof. Mosca
che si occupa della
formazione di personale
medico e paramedico dei
paesi in via di sviluppo. E’
stato l’Ammiraglio Cristiano
Bettini, comandante
dell’Accademia Navale di
Livorno a voler sottolineare
tale aspetto: “Ci è sembrato
importante supportare queste
attività sportive con un
valore educativo, perché ai
ragazzi che partecipano a
questa regata possa rimanere
un significato in più”.
Il Trofeo nacque nel 1982
per celebrare il centenario
dell’Accademia, ripreso poi
nell’84 è diventato, anno
dopo anno, la più grande
regata del Mediterraneo.
Alle gare in mare è sempre
stato affiancato il
Villaggio della Vela, che da
terra crea un ponte fra i
regatanti e i visitatori. Il
Villaggio è animato da
numerosi espositori ed
altrettante molteplici
iniziative.
Sport, cultura e
divertimento si
intrecceranno dal 22 aprile
al 1° maggio facendo
diventare Livorno una città
di richiamo anche per
numerosi turisti.
Elencare tutte le iniziative
è cosa veramente lunga,
quindi vi rimandiamo al
programma che giornalmente
vi segnaleremo, ma non
possiamo comunque esimerci
dal ricordarvi alcune cose
di particolare interesse.
Chi ha dei bambini non potrà
perdersi lo stand di
Topolino con animatori che
intratterranno i
giovanissimi in attività
ludiche. Ma Topolino
partecipa anche alle regate
con il ‘Trofeo Topolino
Vela’ con tantissimi giovani
atleti provenienti da
diverse regioni italiane,
che si contenderanno il
trofeo Topolino. Un modo
simpatico per avvicinare i
giovani a questo sport che
mette in diretto contatto
con il mare e il suo
ambiente naturale.
Dallo sport passiamo alla
cultura per ricordarvi la
Mostra Istituzionale della
Marina che sarà allestita
all’Andata degli Anelli,
dove saranno esposti modelli
statici di navi,
sommergibili, aerei da
elicottero e riproduzioni
fedeli degli attuali mezzi
usati dalla Marina. Altra
importante mostra quella
dedicata al Navimodellismo
statico e dinamico.
La regina della festa sarà
la Fortezza Vecchia, uno dei
monumenti più antichi della
città che, lo ricordiamo,
quest’anno compie 400 anni
dalla sua fondazione. Questo
bellissimo monumento negli
ultimi tempi è stato
restituito ai livornesi
grazie all’organizzazione di
incontri e manifestazioni al
suo interno. In quest’occasione
la Fortezza si presenta con
la sua storia, che sarà
ripercorribile grazie ad una
mostra che propone alcuni
percorsi dotati di
allestimenti che ne
valorizzeranno gli aspetti
più significativi.
Vogliamo anche citare il
Galà del Trofeo che si
svolgerà al Teatro Goldoni
venerdì 28 alle ore 21 con
un concerto al pianoforte di
Amedeo Salvato.
Da questi pochi accenni
potete capire la grande
portata di questo Trofeo e
delle sue innumerevoli
iniziative. Noi ne seguiremo
alcune, cercando di fermare
la nostra attenzione su
alcuni aspetti particolari,
che speriamo siano di vostro
interesse. In questi giorni
molti organi di informazioni
si occuperanno dell’evento
sommergendovi di notizie e
commenti, noi vogliamo
provare a fare qualcosa di
diverso, più legato a
manidistrega; oltre
naturalmente a fornire le
informazioni di servizio
come il programma
giornaliero, tenteremo di
guardare il Trofeo dalla
nostra prospettiva di
genere, dunque non potrà
mancare un’intervista
all’equipaggio tutto
femminile ed un’attenzione
particolare all’aspetto
sociale e culturale, ma non
dimenticatevi di divertivi,
perché il Tan resta comunque
prevalentemente una
manifestazione sportiva dove
è giusto soprattutto
svagarsi.