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21 aprile 2008
"KATAWEB SALUTE"
Livorno
Menopausa, la seconda vita
della donna
Sugli 84 anni di vita media, la donna
oggi ne vive almeno 30 in post - menopausa. Ecco perchè
viene definita addirittura come la "seconda vita" . Oltre i
sintomi, più o meno intensi e prolungati, è una fase del
tutto nuova, complice il radicale mutamento dell'assetto
ormonale. Si concretizza così il messaggio innovativo del
convegno promosso dalla Commissione Pari Opportunità della
Provincia di Livorno ed organizzato dal sito
www.manidistrega.it e dal portale www.salutedonna.it,
identificandola come un "passaggio dalla sessualità
riproduttiva ad un' altra, finalizzata unicamente al
piacere, al gioco ed alla comunicazione." In sostanza, una
ben precisa posizione della donna nei confronti di sè
stessa, della coppia, della famiglia e della società.
Secondo quanto
hanno detto i proff. Maria Grazia Modena, dell' Università di
Modena, Silvia Maffei del CNR di Pisa, Laura Musetti, della
Clinica Psichiatrica all' ateneo di Pisa, Stefano Lello dell'
IRCCS - IDI di Roma ed Adriana Spinetti del CRPO di Livorno,
bisogna viverla dunque serenamente, valutando con il supporto
del medico di fiducia e degli specialisti, un indirizzo
personalizzato legato alle caratteristiche psicofisiche
individuali, alla storia familiare ed a quelle condizioni
(osteoporosi, depressione, malattie cardio e cereberovascolari)
che hanno caratterizzato l' esistenza di genitori e nonni e
che, in qualche modo, costituiscono un terreno predisponente
per una più facile insorgenza.
Da un apposito
questionario sul "che fare", la risposta più frequente è stata
"niente", perchè fenomeno naturale, che può essere invece, nel
tempo, sinonimo d' inerzia, mentre tanto si può e si deve fare
sul piano della prevenzione. La caduta netta del valore degli
ormoni estrogeni, per esempio, può portare ad un incremento
notevole delle malattie vascolari e dunque devono essere
tenuti presente tutti quei parametri prudenziali come il
mantenimento del peso corporeo con nuovi principi dietetici,
programma personalizzato di costante attività fisica,
controllo di pressione e altri valori del sangue. Sempre in
chiave individuale, e mai generalizzata, va posta l' utilità o
meno della terapia ormonale sostitutiva, che segue al
contrario precise indicazioni nei modi e nei tempi
applicativi.
Si è parlato
anche dell'osteoporosi, cioè la progressiva perdita di massa
ossea con la conseguente maggiore fragilità scheletrica e
dunque di fratture anche spontanee. La copertura, nell'età
giovanile, è legata appunto anche al ruolo ormonale che
invece, invertendosi, espone in seguito la persona a tali
inconvenienti. Anche qui, gli opportuni controlli come la
visita medica, l' esecuzione della MOC (mineralometria ossea
computerizzata) sono capaci di ritagliare il mantenimento di
uno stato di salute continuo.
Fra i disturbi
non rari, è stata ricordata poi la depressione, dove gioca
ovviamente un ruolo importante la positività familiare, l' uso
di particolari sostanze in grado, come alcool e droghe, di
aggravare lo stato clinico.
L'inquadramento tempestivo può dimostrarsi, invece, utile
nell' impostare un supporto adeguato farmacologico e
psicoterapico per contenerne l' andamento.
Di base,
comunque - si è concluso - una corretta e costante
informazione che deve partire fin dai banchi di scuola. (gub
)
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