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Gennaio/ Febbraio 2003 "IL VIAGGIO"
Anche le streghe arrivano su Internet, ma senza rinunciare alla
vecchia cara scopa
di Antonella De Vito
Paragonate qualche volta a delle fate e qualche volta a delle
streghe, loro, le donne, scelgono le streghe. O almeno questa
scelta l’ha fatta Margherita Dalle Vacche, cardiologa
dell’Asl livornese, che dopo aver intrapreso una seconda
attività come illustratrice, che oltre alla partecipazione
ad importanti mostre l’ha portata a collaborare con il
Museo di Storia Naturale, si sta dedicando ora ad internet.
È evidente che stiamo parlando di una donna versatile,
con molta fantasia e con grande determinazione; questo lo si
capisce visitando il suo sito dal nome particolare: manidistrega.com
La nostra curiosità iniziale si concentra sul nome e
chiediamo subito a Margherita spiegazioni sul perché
ha pensato proprio alle streghe: “Ho voluto ribaltare
il concetto di donna ‘angelo della casa’, sempre
sorridente e disponibile, proponendo la figura delle streghe
con le quali ho sempre avuto un feeling, donne andate al rogo
solo perché diverse da quello che in quel momento storico
si pretendeva da loro e sicuramente poco inclini alla sottomissione”.
Margherita ha le idee molto chiare in fatto di ‘donne’
ed il suo sito vuole essere uno spazio dove è possibile,
per queste donne, mostrare la loro attività, trovare
o dare un consiglio o un aiuto, dialogare, confrontarsi, insomma
un sito dove la solidarietà femminile può trovare
molteplici forme d’espressione.
Credere che oggi non vi sia bisogno di tali occasioni è
un errore, la donna moderna non può illudersi di percorrere
una strada larga e pianeggiante, Margherita nel suo sito esprime
bene il concetto scrivendo: “Siamo streghe del XXI secolo.
Ormai siamo imprenditrici, operaie, professioniste, impiegate,...
di tutto un po’. Però continuiamo ad organizzare
e mandare avanti le nostre case, ad accudire, crescere ed educare
i nostri figli, ad essere mogli e compagne affettuose e disponibili,
a dedicarci ai nostri anziani... Siamo magiche, perché
senza qualche “facoltà straordinaria” come
potremmo fare tutto ciò?
Ma non siamo fate, perché siamo anche un po’ ‘cattive’,
quando decidiamo di avere una nostra vita professionale, di
essere autonome economicamente, o di dedicarci comunque ai nostri
interessi, diventiamo ‘maligne’ ed egoiste perché
non dedichiamo proprio tutte noi stesse agli altri. Non sempre
siamo bellissime e se ci va bene, invecchiamo...”.
Sul sito è possibile trovare degli spazi dove le donne
possono far conoscere le loro attività, ma ci sono anche
spazi dove è possibile scambiare le idee, dare o ricevere
utili consigli. Insomma un giornale in rete fatto dalle donne
per le donne che esce dagli schemi tradizionali e che vuole
aiutare le donne ad essere più unite, più forti,
più solidali.
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