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AUTRICE DELL'ESTATE 2010
con il
romanzo
TRE METRI DI TOPOLINI
MORTI
(Leggete qui le
motivazioni della
Giuria)
Nata in provincia di
Varese.
Si
è dedicata
all'insegnamento, in
seguito ha scelto di
svolgere altre attività.
Da alcuni anni segue
le proprie passioni a
tempo pieno, in
particolare la
scrittura, la tutela
degli animali e la
coltivazione di orchidee
e cactus.
Il
suo romanzoTre
metri di topolini
morti
presenta un punto di
vista 'fuori del
coro' e, pur coi
passi crudi e nel
lampante
'fondamentalismo' di
valori
atipici, offre la
visione di uno
squarcio d'amore non
consueto. Celebra,
soprattutto, il
rispetto e
la considerazione nei
riguardi di coloro i
quali non hanno
diritti nè
voce: sentimenti non
indotti da norme
giuridiche e dalla
morale corrente, ma
dall'indole di un
uomo.
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Nìo, un musicista,
compra una vecchia
casa tutta da
sistemare. Durante
i lavori di
trasloco ritrova
dei manoscritti
del precedente
proprietario:
incuriosito inizia
a studiarli per
ricercarne un
senso. L'ostacolo
più grande è la
frammentarietà:
molte pagine
caotiche, senza
alcun ordine di
narrazione,
protagonisti che
stuzzicano la sua
fervida
immaginazione, e
una trama piena
solo di
farneticazioni e
afflizioni; più
procede
nell'analisi e
meno comprende la
storia che gli si
offre dinanzi.
Conoscendo gli
abitanti del luogo
viene a sapere
cose strane sul
conto del
precedente
proprietario e
decide di andare
avanti: così
facendo inizia a
delineare un
personaggio
anomalo, una
specie di
giustiziere
fuorilegge con una
passione
incognita. E più
si addentra nella
storia, più scopre
misteriosi
accadimenti. I
trasportatori che
lo avevano aiutato
nello sgombero
delle vecchie
masserizie che
riempivano la
casa, la padrona
della locanda in
cui ha alloggiato
per pochi giorni,
tutti sembrano far
parte della storia
di quest'uomo del
quale più conosce,
più avverte
vacillare le
proprie
convinzioni. Ma
cosa lo portò alla
pazzia? |
"Tre
metri di topolini
morti
è uno dei romanzi a
cui sono più
'affezionata',
giacchè
l'ispirazione ebbe
origine da fatti
realmente accaduti i
quali, sebbene non
ne fossi partecipe,
mi colpirono
profondamente.
Inserirli in una
storia è stata una
sorta di catarsi.
A volte
penso di essere
un'inguaribile
visionaria e,
constatando come
gira il mondo,
censuro la
mia illusione
fiabesca di
un'umanità garante
di qualsiasi
vivente".
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Nel 2011
pubblica
Grì e
Rou,
quattro
racconti
che si
intrecciano
conducono
il
lettore
attraverso
un mondo
animalesco
nel
quale la
nostra
presunzione
di
superiorità
in
quanto
umani,
l'insensibilità
e
l'egoismo,
la
brutalità
che
ordinariamente
esercitiamo,
senza
disagio
alcuno,
nei
confronti
di
creature
che
consideriamo
inferiori,
ci
vengono
scagliati
addosso
come un
pugno
nello
stomaco,
spogliati
dai
comodi
veli
dell'ipocrisia.
La
sorprendente
rivelazione
finale,
pur
offrendo
una
sorta di
distensione,
offusca
solo in
parte la
prepotenza
del
nostro
agire.
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SILVANA
VACATELLO
email
silveryz@tin.it

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