Manidistrega, il Portale delle Donne Toscane

Home Page Chi Siamo il nostro Salotto Consigli Gadgets contatti
perchè parliamo di streghe? le vetrine delle nostre attività parliamo di...tutto un pò! gli indirizzi internet che ci e vi consigliamo gli omaggi inviati alle iscritte alla mailing list compila e iscriviti gratis alla mailing list
trova gli aggiornamenti più recenti la stampa parla di noi lascia il tuo commento nel libro degli ospiti! alcuni indirizzi dove acquistare online acquista divertenti oggetti con il logo di Manidistrega inviaci i tuoi suggerimenti per migliorare
lettera aperta per voi! il progetto da cui nasce Manidistrega i libri che abbiamo e avete letto e vi consigliamo! indirizzi utilissimi per semplificarci la vita gli sconti dedicati alle iscritte alla mailing list scrivici!!!



03/05/2010
- RIFLESSIONI - Mamme distrutte, pensieri
di Sandra Mazzinghi

Questi pensieri sono rivolti a tutte quelle mamme che si sentono perse, che non vedono spazi per fare una doccia, per fare anche la cacca, per fare una telefonata a un’amica… Sono pensieri che ho raccolto man mano che i miei bambini mi facevano impazzire di rabbia. O impazzire di gioia.
Sono per voi, che magari non vedete speranza… Ma la speranza e la luce c’è. Sempre. Solo per il fatto che avete un bambino… anche se rompe le scatole…


Quante volte sono andata a letto distrutta pensando a come avevo fatto a sopravvivere dalla mattina, dalla notte precedente, dalla sera precedente, da quando sei nato. E pensavo anche: come farò ad arrivare a domani sera? C’è la puppa, la pappa, la giratina al sole con la carrozzina, con te che piangi, urli, vuoi il seno, devo sorridere ed essere serena davanti alle altre mamme in apparenza tranquille contente, truccate, vestite in modo curato, si vede che i bimbi le lasciano vestire con calma, truccare con calma… e io, una volta mi sono depilata una gamba prima di andare al mare, l’altra l’ho fatta l’indomani. Non sei più attraente, non puoi, ti vesti con le tute, sei un paio di puppe viaggianti pronte ad essere sfornate al primo strillo. Almeno stai zitto.
Ma sarà vero che tutti questi bambini buoni nei passeggini, che guardano inebetiti il mondo stanno sempre così sereni, si fanno cambiare, si fanno nutrire senza storie e soprattutto senza sporcare, mangiano tutto, stanno buoni quando squilla il telefono e le mamme rispondono, si addormentano da soli nel lettino alle nove di sera e vanno all’indomani senza un lamento? Io ho un bimbo pazzo, un alieno, allora. No, non è possibile, qualcuno nasconde qualcosa: dopo mesi sai magari che quel bambino dormiva con cucchiaiate di Noprom (se non mi ricordo male si chiama così, lo comprai una volta e appena svitai il tappo rovesciai la boccetta nel wc), o mangiava, certo, ma solo patatine fritte. Perché non ho mai trovato nessuna mamma che mi diceva che anche lei non dormiva, che anche lei aveva cambiato mille camomille e aveva letto mille libri per la nanna e che aveva comprato mille ciucci? E ti senti così sola, ti vedi l’unica mamma vagante nella notte con gli occhi spiritati e il bimbo in collo che urla. Invece devi immaginarti tante mamme e tanti babbi erranti e rintontiti nella notte.
Non sei la sola, sei una delle tantissime mamme assonnate, ma non lo sai: è solo il tuo bimbo che non dorme.
E quanto è lontano il tempo, mai rimpianto, in cui la notte ti svegliavi anche venti volte. Un lamento, nella notte: un pugno nello stomaco. I miei occhi sbarrati sperando che ti riaddormentassi da solo. Sarà capitato due volte in due anni di notti tormentate, ma io ci speravo sempre, ogni notte. Al secondo lamento mi alzavo, scalza, ti prendevo in braccio, le prime due o tre volte con calma e amore, dopo con rabbia e paura di cascare per terra. Con te. Trovavi da solo il seno, cinque minuti di sete, ciucciavi ad occhi chiusi e ti tenevi stretto a me, dormendo. Così come dormivo io, seduta, china su di te. Aggrappata a te.
Eri così bello però: addormentato e innamorato della ciuccia che volevi in bocca per rassicurarti, per sapere che ero lì. Poi ti riportavo nella tua camerina, sempre. Nel mio lettone mai.
Tornavo nel mio letto ed ogni volta ero convinta di dormire fino alla luce del giorno. E’ successo, una volta. Una notte in cui ti ho fatto un bellissimo regalo, era il tuo secondo compleanno. Basta ciuccia di mamma ti ho detto, sei grande.
Mi sveglio al mattino più stanca della sera. Vedo un sorriso grande solo per me: sono felice di essere stanca. Sono sempre stata una grande dormigliona e non mi hai fatto dormire per i primi due anni della tua vita. Due anni.
La cosa più strana che ho fatto, e non so come ho fatto è stato una volta al supermercato, tu circa un anno e mezzo infilato nel seggiolino e mi dici perché già parlavi: “Mamma, ho sete!” e io: “Tieni il biberon con l’acqua!” e tu: “No, ciuccia mamma io…” mi alzi la maglietta, bevi il latte mentre spingo il carrello e intanto mi squilla il cellulare per una cosa di lavoro, e continuo a fare la spesa con la lista in mano. Immagine bellissima di mamma poliedrica, incazzata, sfinita, felice, inquieta. Ma il bimbo aveva sete, no?
E poi i discorsi degli altri, delle amiche già mamme, delle cognate già mamme che loro hanno avuto tutti bimbi buoni e soprattutto se piangevano li lasciavano piangere… E mille frasi rumorose e mai ascoltate: ha fame, ha freddo, suda così… lo vesti troppo, io lo lasciavo sul vasino fino a che non la faceva (e perché ci stava? Era tonto?), il mio mangiava tutto, lo ingozzavo piuttosto, così lo vizi, non gli comprare quel giocattolo, il mio bimbo nuota già da solo, dorme tutta la notte, il mio è affettuoso, mammamia ma quanto piange, perché non lo tieni scalzo, gli fa bene ai piedini, gli puzzano i piedi, ma che piedi grandi che ha, il mio sa già leggere…
Forse è per questo che io non sono mai stata una mamma “stanziale” cioè che stava in un punto fisso del parco a far gruppo con le altre mamme e poi più tardi all’asilo e alle elementari lasciavo e prendevo i bambini con corse folli senza fermarmi mai a parlare con nessuna di queste donne, anzi super-donne coi bimbi bravi e buoni…
Sì, non sono stata una donna socievole con le altre mamme, piuttosto antipatica, ma io le cose belle dei miei figli non le ho mai sbandierate, e vi giuro, che avrei potuto sbandierare molto, e molto di verità.


VAI ALL'INDICE DI "PARLIAMO DI..."

 

 
 
Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Livorno n.13/04 del 3 giugno 2004.
Direttrice Responsabile: Antonella De Vito.
Manidistrega è ideato, gestito e aggiornato da Margherita Dalle Vacche, che ne è anche proprietaria.
E' vietata la riproduzione anche parziale. Manidistrega non è responsabile dei siti ad essa collegati.