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05/04/2009
- SOLIDARIETA - “L’Africa che non ti aspetti” di Enrico Cecchetti
di Luciano Luciani


Pagine toscane e solidali contro i soliti luoghi comuni

Un libro utile e importante questo “L’Africa che non ti aspetti” di Enrico Cecchetti. Perché, da competente amministratore fattosi viaggiatore attento, simpatizzante per le ragioni dei popoli, ‘toscano e solidale’, l’Autore è portatore di un’idea ‘forte’ e originale: ovvero che, senza istituzioni locali rappresentative autorevoli, lo sviluppo dell’Africa non potrà mai dirsi compiutamente tale e continuerà a scontare gravi deficit di governabilità e democrazia. Convinto di questa intuizione, praticata in tanti anni di attività politica a vari livelli di responsabilità tra il Serchio e l’Ombrone, dal Burkina Faso alla Tanzania, dal Ciad al Senegal alla Repubblica Democratica del Congo, Cecchetti, nei suoi tour africani, incontra ministri e sindaci, volontari e missionari, imprenditori locali ed europei, comunità e cooperative… Misurato e determinato, senza concedere niente a un umanitarismo di maniera, formula proposte, sollecita interlocutori, organizza occasioni di discussione e confronto, propone forme di partenariato tra le istituzioni locali toscane e quelle africane: suo obbiettivo non è certo quello di accrescere il già alto tasso di una ‘retorica dei poveri’, tanto diffusa quanto ormai francamente insopportabile, quanto piuttosto sostenere l’importanza delle municipalità africane nei processi di consolidamento della democrazia, nella affermazione di programmi e politiche di pace, sempre precaria in quella tormentata area del mondo, nel miglioramento della qualità della vita. Viaggio dopo viaggio, tra il 2004 e il 2006, cresce e si conferma nell’Autore la consapevolezza che l’Africa ha sì bisogno della collaborazione dei partner europei, ma che i suoi popoli hanno tutto il diritto a decidere autonomamente del proprio futuro e a stabilire da soli il proprio modello di sviluppo che non deve risolversi in una mera forma di espansione economica e culturale, ma in uno progresso tutto africano, fondato sulla identità delle sue popolazioni e sulle particolarità della loro storia e del loro destino. Ce lo significano, e Cecchetti lo riporta con grande vivacità, quasi in ‘presa diretta’, le numerose comunità indigene da lui incontrate piene di dignità e voglia di vivere e apprendere; le migliaia di giovani carichi di ideali e coraggio civile, che iniziano a realizzare le molte possibilità in una rete di piccole ‘rivoluzioni’, silenziose ma dense di significati; uno straordinario numero di volontari toscani, italiani, europei, africani convinti che le soluzioni non debbano essere più elaborate solo al tavolo degli esperti, ma che esse si trovano soprattutto nelle teste, nei cuori e nelle mani degli africani.
Concetti ribaditi con forza e pienezza di argomenti storico/antropologici anche nel bel saggio di una ricercatrice del Mali, Haram Sidibé, che compare nella parte finale del libro. Una pubblicazione voluta e realizzata con intelligente lungimiranza dal Comune toscano di Capannori in provincia di Lucca, i cui amministratori si sono resi consapevoli dell’importanza che può assumere, soprattutto in tempi di globalizzazione, la cooperazione nelle forme proposte dall’Autore, ovvero ‘da comunità a comunità’. Insomma, anche queste pagine rappresentano un segnale chiaro e forte della crescita di una coscienza nuova del fatto che, come scrive Enrico Cecchetti nella sua Introduzione, “L’Africa è vicina, molto vicina a noi. Il passato, remoto e recente, comune. Il presente sempre più intrecciato. Il futuro non può che essere costruito insieme”.

(Il libro può essere richiesto gratuitamente presso l’Ufficio Stampa del Comune di Capannori, Piazza Aldo Moro, 1, 55012 Capannori (Lu), Tel. 0583 428204
Enrico Cecchetti è nato a Capannori nel 1954. Laureato in Scienze politiche, è stato consigliere provinciale e comunale a Lucca negli anni Novanta e consigliere della Regione Toscana dal 1995 al 2005, ricoprendo anche l’incarico di vice presidente del Consiglio regionale dal 2001 al 2005.
Nel marzo 2009, nel corso di una significativa cerimonia, il Sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, gli ha conferito il titolo simbolico di ‘ambasciatore di Capannori’ con la seguente motivazione: “per aver sempre rappresentato le ragioni e gli interessi della propria terra nelle importanti Istituzioni rappresentative ed economiche di cui ha fatto e fa ancora parte, senza chiusure municipalistiche, anzi con uno sguardo aperto alla realtà regionale, all’Europa e al progresso dei popoli lontani e meno fortunati.
Vive a San Colombano.)


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